Dopo l’anteprima di grande successo al BAFTA di Londra lo scorso 12 settembre e la proiezione al 62 festival di Taormina, in giugno, “I Siciliani”, il bel film di Francesco Lama, prodotto da Nucciarte Produzioni, approda, il prossimo 1 dicembre 2016, al cinema Rouge et Noir di Palermo e il 2 dicembre al cinema Apollo di Messina.

“I Siciliani” è la storia di un viaggio, quello che il protagonista, il giovane Ignazio Buonaventura, interpretato da Antonio Emanuele, spossato da un’esistenza di costante precariato, decide di intraprendere tra le pieghe e le piaghe di una terra meravigliosa e contraddittoria: la Sicilia.

Ignazio vuole di scrivere un libro che parli della sua isola e così inizia ad intervistare personaggi noti e meno noti che ne animano la vita, al fine di ricevere risposte che possano aiutarlo a comprendere cosa significhi essere siciliano e soprattutto a cogliere le sfaccettature della propria persona.

Un percorso dentro e fuori di sé, che desidera illuminare gli angoli bui, di fare luce sui misteri, le opacità e di analizzare il grande “delirio di onnipotenza” che sovente infervora l’agire dei siciliani.

Un’analisi attenta sull’identità di un popolo fiero, che ha subito e subisce un immobilismo economico e morale che ne penalizza la voglia di riscatto sociale.

“I Siciliani” è un film suggestivo, un cammino atavico che attraversa le meraviglie geografiche e artistiche, i paesaggi mozzafiato, senza mai abdicare alla voglia di denuncia di “gattopardiana” memoria.

Molti i nomi famosi che hanno preso parte alla pellicola, tra i quali da Maria Grazia Cucinotta, Tony Sperandeo e Leo Gullotta.

Politica, società, crescita economica: il film affronta con verità e lucidità i mille, pirandelliani, volti di un’isola che è fulcro del Mediterraneo e coacervo di sentimenti, estrema bellezza e secolari tormenti.

Francesco Lama gira un lungometraggio amaro, dalla sceneggiatura puntuale, con dialoghi che supportano in maniera impeccabile il racconto della complessità dei temi trattati.

Una sceneggiatura ben scritta, una padronanza della fotografia che, con un uso sapiente della luce, esalta i mutamenti che si susseguono durante tutto il racconto.

Un film documentario, che scopre i dialetti, i borghi, che non nasconde nulla e narra, con consapevolezza, gli aspetti negativi e quelli positivi, senza fare sconti, senza edulcorare.

La Sicilia è stata conquistata da tutti tranne che dagli stessi siciliani ed io la racconto per quella che è: il nostro popolo gioioso e la nostra politica disastrosa” afferma il regista, che presto presenterà il film anche negli Usa ed in Argentina.