Quando pensi a Trieste dici subito: “Che bella!” ma difficilmente ti viene il guizzo di andarla a visitare. Perché è un po fuori dai circuiti turistici tradizionali (per fortuna!) e perché difficilmente fa notizia, essendo una provincia italiana silenziosamente molto produttiva, grazie alla Fincantieri che impegna, con il suo indotto, la maggior parte della sua popolazione, ma anche grazie alla presenza massiccia di grossi gruppi assicurativi (in testa Generali ma a seguire Lloyd Adriatico, Lllyd Triestino, RAS, etc.) o di alta imprenditoria, come nel campo del caffè (Illy è una azienda che da Trieste è riuscita a unire il proprio nome a quello del caffè oramai in tutto il mondo).
Ma non tutti sanno che Trieste, oltre che essere meta di passaggio per recarsi negli splendidi mari della Croazia, è stata eletta qualche tempo fa da Lonely Planet la decima meta al mondo da visitare; la stessa guida  lo scorso anno ha decretato il Friuli Venezia Giulia la quarta regione al mondo da visitare.
Quando arrivi a Trieste quello che ti colpisce è la sua eleganza e regalità. Si respira ancora tra le sue strade e le sue piazze, da via XX Settembre a piazza Unità d’Italia, la bellezza e la storia di questa città. Dal punto di vista architettonico per un verso ricorda moltissimo una città austriaca, per un altro Trieste è stata ricostruita nel periodo del ventennio fascista. Ma quest’architettura, solitamente pesante ed imponente, nell’accezione triestina assume un carattere luminoso e slanciato, forse per non volersi distaccare troppo dalle architetture preesistenti.
Passeggiare per Trieste è un vero piacere. La passeggiata lungo la strada costiera, che accompagna con un percorso di rara bellezza verso la città, o che  al contrario  porta dalla città verso il Castello di Miramare, lascia anche una persona amante delle isole mediterranee e del loro mare… a bocca aperta.  La visita al Castello è davvero un’esperienza indimenticabile, per tanti motivi: per la sua collocazione, a strapiombo su un bellissimo mare roccioso color smeraldo, per i suoi giardini all’italiana che nulla invidiano ai grandi delle regge famose, per i suoi arredi, cristallizzati al tempo dei nobili che vi hanno dimorato, con stanze che possiedono panorami senza uguali. Il rapporto del triestino medio con il mare e con il sole è di primaria importanza su tutto: non appena arrivano le belle giornate, il marciapiede del lungomare di Barcola si popola di lettini e di asciugamani da mare. I bagni più conosciuti sono quelli di Pedocin dove i bagnanti vengono suddivisi per sesso, e dove si va a prendere la prima tintarella stagionale.  Nel centro storico in molti casi  le antiche botteghe hanno avuto la forza di ripresentarsi e di rinnovarsi con una veste di maggior appeal, in altri sono tante le nuove strutture che decidono di non distaccarsi dal concetto di stile e di eleganza tipiche di questa città. Un esempio? Il  Seven Historical Suites , una “residenza d’epoca italiana“, collocata in un palazzo storico di Trieste, Palazzo Terni. Per la ristrutturazione di questa struttura, fondamentale è stato l’incontro con l’architetto e interior design Andrea Perra, che ha saputo cogliere la volontà della proprietaria Virginia Ciraldo, di ricreare una vera e propria Stanza delle Meraviglie  siciliane, in cui i principi e i viceré raccoglievano con dedizione oggetti rari e curiosi. Queste radici siciliane trapiantate a Trieste sono giustificate dal fatto che i proprietari sono di origini siciliane ed hanno voluto trapiantare un po’ della loro Sicilia nella loro struttura
Il progetto dell’architetto Perra ha voluto realizzare delle suite esclusive, in cui la storia incontra armonicamente gli arredi, anche contemporanei, in una sinfonia che lascia il turista esterrefatto. La Presidential Suite invece risente dell’anima da globe trotter dei suoi proprietari, con un gusto che potrebbe collocarsi tra il parigino e quello del Lussemburgo. Ma ciò che distingue questa struttura non sono solo le lussuose camere con angolo cottura e  connessione Wi-Fi, ma anche i loro dettagli molto ricercati (dalla biancheria in lino di Frette ai servizi di cortesia in bagno di Acqua di Parma). Infine, il Personal Concierge, un servizio personalizzato di problem solving, riesce a soddisfare l’ospite del Seven Historical Suite in tutte le sue richieste, per rendere il suo soggiorno davvero indimenticabile.
A Trieste, non si possono trascurare i caffè storici, retaggio della tradizione asburgica: ne cito solo due, il Tommaseo ed il bellissimo caffè San Marco dove ancora oggi gli universitari vanno a studiare, oltre che a giocare a scacchi. Varie sono  le conferenze che si organizzano all´interno del caffè. A proposito: a Trieste non basta andare al bar a chiedere un caffè ma bisogna chiamarlo col proprio nome: a seconda dei gusti bisogna chiedere un capo in B, un gocciato, un nero ( da non confondere con il bicchiere di vino, etc…)
Ma Trieste è anche una città in cui si possono gustare piatti originali e prelibati in cornici davvero d’eccezione. All’interno del Grand Hotel Duchi D’Aosta in Piazza Unità d’Italia potrete regalarvi un pranzo all’  Harry’s Grill , il più esclusivo Ristorante di Trieste. Inaugurato nel 1972 da Arrigo Cipriani, in questo ristorante vi troverete avvolti nella stessa magica atmosfera dell’Harry’s Bar di Venezia, gustando piatti di cucina regionale ma anche internazionale. Troverete uno chef attento, piatti molto curati nella scelta, negli abbinamenti degli ingredienti e nella presentazione. Ottima la cantina.
Se volete regalarvi un momento davvero unico, non potete non andare a cenare al  Savoy Restaurant Il ristorante, che è situato all’interno dell’Hotel Savoia Excelsior Palace, si affaccia proprio sul mare. Prenotare un tavolo vicino alle ampie finestre è un privilegio unico perché si può godere, al tramonto, di uno scenario davvero emozionante. E’ un ristorante di alto livello: comode poltroncine di velluto, presenza costante e attenta ma non invadente dei camerieri, presentazione dei piatti decisamente curata. Un menu al passo coi tempi, con un’attenzione alle persone intolleranti al glutine, che hanno la possibilità di scegliere dal menu le pietanze che vengono rivisitate dallo chef in cucina ma che non risentono nel gusto né nell’accuratezza della presentazione del piatto. Per gli amanti di una ambientazione meno formale più contemporanea, la cornice più giusta non può che essere il Ristorante  Pepenero Pepebianco . Pur mantenendo i legami con la tradizione, lo chef di questo locale ha introdotto tecniche di cottura più attuali, come le cotture sottovuoto o in bassa temperatura, nel rispetto delle materie prime e dei prodotti freschi di stagione, nel giusto equilibrio fra tradizione e innovazione.
Buona la scelta dei vini locali e sloveni, ma sono i piatti a parlare il dialetto triestino, in una forma che coniuga bene il sapore con la presentazione.
Come raggiungere Trieste? I più romantici potranno andare con il treno. Ma c’è anche un piccolo ma funzionalissimo aeroporto (Trieste – Ronchi dei Legionari) che accorcia le distanze… da ogni tipo di provenienza. Adesso devi solo prenotare il tuo volo. Alle altre indicazioni, abbiamo già pensato noi! Adesso dateci le vostre opinioni e i vostri feedback e … buon viaggio!