Ho sempre cominciato dall’osservazione del corpo, perché è questa la cosa essenziale…” afferma Issey Miyake, uno dei più grandi fashion designer di tutti i tempi, vero innovatore del design che mixa tradizione e tecnologia, sul terreno della pura eccentricità.

Issey Miyake, stilista giapponese, classe 1938, considera le proprie creazione come opere d’arte, capaci di valorizzare il corpo non più esaltandone le forme bensì capovolgendo il consueto concetto di moda sessuata in favore di un’androginia che è sinonimo di libertà.

Miyake va alla ricerca di volumi che regalino flessibilità e movimento, utilizzando soprattutto tessuti stropicciati e ripiegati, esaltando la tecnica del plissé, le piccole pieghe ravvicinate che generano nei capi l’effetto fisarmonica.

Gli abiti di Miyake, fusione perfetta di origami e hi-tech, non seguono i mutamenti delle stagioni, vengono indossati indifferentemente da uomini e donne e sono frutto di una genialità che non conosce rivali né confini.

Il suo capo più famoso si chiama A-POC, l’acronimo di “a piece of clothing”, un lunghissimo “pezzo di stoffa” filato senza cuciture né tagli che decine di modelle indossano in passerella contemporaneamente, riproducendo un effetto futuristico e creativo mai visto in precedenza.

Lo stile di Miyake è eclettico, polivalente come il mood che caratterizza il suo paese d’origine, il Giappone appunto, dove convivono sotto lo stesso cielo mistero e super tecnologia.

Oggi Miyake possiede otto linee di abbigliamento e borse e produce orologi e profumi.

Un impero economico di prima grandezza animato dal Miyake Design Studio, lo stile unico che il designer ha esportato in tutto il mondo.

Issey Miyake è un architetto delle forme, non un semplice creatore di stile, ma uno spirito avanguardista raffinato e unico nel suo genere.


Alessia Rocco

Mi presento: sono Alessia, napoletana d’origine, romana d’adozione. Scrivere è la mia passione e il mio lavoro. Mi piacciono le menti aperte, viaggiare, mangiare e adoro godermi la mia casa, tra i libri (sono una lettrice onnivora) e i giocattoli della mia bimba.