Le origini del cappello sono antichissime, ma se nel passato esso veniva considerato più che altro accessorio pratico, oggi è emblema di eleganza e di appartenenza ad un certo status sociale, ma anche simbolo di identità che ci caratterizza e racconta di noi, del nostro gusto, della nostra creatività.

Il cappello è un biglietto da visita, un accessorio che conferisce eleganza a qualunque abito, sebbene sia ora esso stesso “outifit”, capace dunque di “fare moda” indipendentemente dal capo che indossiamo.

Dalla rigorosa cloche, in voga negli anni ’30, all’accattivante cappello a bandeau, che Humphrey Bogart portava con indicibile raffinatezza calato basso sugli occhi, dal panama, reso celebre da Hemingway, al borsalino che fa chic qualunque look, divenuto elemento distintivo di molte celebrità del mondo dello spettacolo.

Il cappello è un must “quattro stagioni” che tutti abbiamo indossato almeno una volta nella vita, per stupire o valorizzare la nostra silhouette.

Per il prossimo autunno-inverno 2017/2018 è il basco a farla da padrone a New York, a Parigi e sulle passerelle della Milano Fashion Week.
Gli stilisti più in auge lo amano indossato sia dalle donne che dagli uomini, indifferentemente, perché stiloso, pratico da infilare, capace di regalare un tocco di bon ton in men che non si dica, sia che giochi con le ispirazioni Montmartre come quelli di Prada, sia che rimandi alla memoria lo stile anni ’80, come quelli proposti da Armani.

Ma nelle sfilate compaiono anche copricapi eccentrici fatti di piume total black come quelle creati da Gucci, e poi i turbanti disegnati da Chiara Boni e i cappelli a forma di ruota presentati da Moschino.

La parola d’ordine, anche per il prossimo anno, sarà sorprendere, vestirsi di un’allure magica, sempre nel segno del gioco e della versatilità.  

 


Alessia Rocco

Mi presento: sono Alessia, napoletana d’origine, romana d’adozione. Scrivere è la mia passione e il mio lavoro. Mi piacciono le menti aperte, viaggiare, mangiare e adoro godermi la mia casa, tra i libri (sono una lettrice onnivora) e i giocattoli della mia bimba.