Le nostre città oggi sono spesso luoghi di alta produzione di anidride carbonica, di polveri sottili che, prodotte per lo più dalle automobili, minacciano il corretto funzionamento del nostro sistema epidermico e respiratorio.

In tante città nel mondo si è cercato di intervenire sia con delle politiche di zone di traffico limitato (ZTL) o con la realizzazione di spazi verdi urbani (ad esempio gli orti urbani, di cui parleremo in altra occasione). Ma non sempre è facile recuperare spazi verdi all’interno delle città perché andrebbero a togliere spazio vitale per la costruzione di nuove abitazioni, nuovi servizi.

Da qualche anno si da sempre più spazio alla realizzazione dei cosiddetti “boschi verticali” e cioè un modello di “agglomerazione naturale “ all’interno della città. E’ un modello che opera in linea con le politiche di naturalizzazione attraverso gli alberi della più ampia parte delle città metropolitane. Quella dei “boschi verticali” è stato il modo per creare un “link” tra la natura e la città dentro il suo territorio, senza in realtà occupare un grossa porzione di terreno, ed in più edificandola e rendendola quindi disponibile alla realizzazione di appartamenti: un ottimo compromesso tra costruzione a servizio dell’uomo ma anche della natura.

I primi boschi verticali sono stati realizzati a Milano, due torri residenziali, realizzate dallo Studio Boeri Architetti, nel Progetto Porta Nuova, inserito nel Centro Direzionale di Milano. Esse consistono in due torri, una di 111m con 27 piani e una di 78m con 18 piani, in cui sono presenti ben 900 specie arboree (550 nella prima e 350 nella seconda). Un vero esempio di “simbiosi” tra architettura e natura.

E’ notizia di qualche giorno fa  che dopo Milano, anche la città svizzera di Losanna sarà la culla di un nuovo ‘Bosco Verticale’, che si chiamerà La Torre dei Cedri, assegnato sempre allo studio Stefano Boeri Architetti. Alto ancora più della torre più alta di Milano, ben 117 metri, con i suoi 36 piani il bosco verticale di Losanna ospiterà 100 alberi, 6.000 arbusti e 18.000 piante tra perenni, ricadenti e tappezzanti.

I grandi protagonisti della torre verde saranno quattro diverse specie di cedro, un albero tra i più maestosi del mondo, considerato fin dall’antichità sacro e noto per la sua grande capacità di adattarsi a condizioni climatiche estreme. Un vero e proprio “monumento naturale”, in grado di vivere anche 2500 anni ma che è in grado di dare un grande contributo ecologico grazie alle sue foglie che fissano le polveri sottili e ,assorbendo CO2, producono ossigeno.

La torre sarà composta da 36 piani destinati non solo a residenze private (da 2 a 5 locali), ma anche a uffici e servizi; sarà dotata di una palestra e ospiterà sulla copertura un ristorante panoramico.

Ha commentato Stefano Boeri: “Con La Torre dei Cedri avremo la possibilità di realizzare un edificio sobrio e insieme di grande importanza nel paesaggio di Losanna. Un’architettura capace tra l’altro di innestare una significativa biodiversità di specie vegetali nel cuore di una importante città europea. La Torre dei Cedri, anche grazie alle sue forme e ai colori cangianti dei cedri e delle altre piante nel corso delle stagioni, potrà diventare un landmark nel paesaggio del lago Lemano. Sono felice di questa straordinaria occasione che farà di Losanna una città all’avanguardia nella sfida planetaria per implementare la qualità urbana e la biodiversità delle specie”.

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