Un sodalizio durato quasi trent’anni, quello fra Ettore Sottsass e la Bitossi ceramiche, l’azienda di Montelupo Fiorentino fondata nel 1921 da Guido Bitossi, col nome di Maioliche Artistiche Guido Bitossi.

La Bitossi ha avuto collaborazioni con molti illustri designer che hanno saputo sperimentare nel solco della tradizione manifatturiera, ma, più di tutti è il nome di Ettore Sottsass, architetto e designer italiano, nato a Innsbruck nel 1917 e morto a Milano nel 2007, ad essere legato a questa azienda.

Ettore Sottsass ha esportato nel mondo Bitossi il proprio estro, la versatilità e la voglia innata di sperimentare.

Le ceramiche di Sottsass spiccano per il loro eclettismo e questo lo ha reso sempre difficilmente classificabile come artista.

Un designer dovrebbe sapere che gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale” affermava l’artista e il suo rapporto con la forma e il colore è stato di pura ricerca; una vera e propria filosofia del vivere interpretando, in maniera personale, l’esistenza stessa, la società, l’erotismo e il cibo.

Ettore Sottsass, nel 1962, dopo essersi ammalato gravemente di nefrite e dopo il suo primo viaggio in India, produce per Bitossi “Ceramiche delle Tenebre” oggetti che testimoniano l’enorme paura della morte.  Manufatti cilindrici, dipinti di nero e argento lucido, caratterizzati dalla presenza di cerchi o puntini bianchi sulla sommità, quasi fossero occhi che scrutano l’oscurità comunicando sorpresa, angoscia, sospensione.  All’inizio i boli prevedevano colorazioni differenti, con prevalenza di colori pastello e bianco. Per questi oggetti così particolari, Sottsass utilizzò la terra rossa anziché bianca. Oggi è in produzione la versione del 1991 quando Sottsass volle modificare le finiture e la palette cromatica.

Le creazioni di Sottsass aprono un nuovo capitolo nella storia del design del marchio Bitossi, muovendosi in universo anticonvenzionale e coraggioso.

Ecco allora i Totem, simboli di assoluta libertà e di interscambiabilità tra arte e industria, così come voleva il designer.

Iconica la collezione composta dai quattro pezzi costituiti dal vaso Rocchetto, dal calice, dall’alzata piccola e quella grande. Il bianco e il nero la fanno da padroni, su strutture semplici e al contempo geniali, nella loro geometricità.

E poi ancora i centrotavola e i posacenere che dimostrano quanto l’artista Sottsass sapesse divertirsi, come pochi, con forme e colori e facesse dello spazio un uso che potremo definire metafisico. Volumi, giochi di luci e di ombre, filosofia e sguardo lucido sulla realtà: grazie a Sottsass la materia vibra e diventa espressione di ciò che ci circonda.

Con Sottsass e le sue creazioni, l’azienda Bitossi entrò in un mondo nuovo, con oggetti mai fini a se stessi, bensì emblemi di una ricerca estetica e architettonica senza precedenti.

 


Alessia Rocco

Mi presento: sono Alessia, napoletana d’origine, romana d’adozione. Scrivere è la mia passione e il mio lavoro. Mi piacciono le menti aperte, viaggiare, mangiare e adoro godermi la mia casa, tra i libri (sono una lettrice onnivora) e i giocattoli della mia bimba.