Descriverlo potrebbe sembrare complicato con questo suo aspetto introverso e impenetrabile. Se lo dovessi paragonare a qualcosa che esiste in natura lo paragonerei ad un isola ,si un isola perche’ lui il suo mondo quello della cucina lo ama, lo ama davvero in tutta la sua essenza ma lontano da ogni tipo di contaminazione e riflettori. Un amore forse il piu’ grande che lo ha spinto anche a fare scelte a volte non troppo semplici dove l’unico filo conduttore e’ l’amore per la Sicilia la sua terra. I suoi piatti rispecchiano comunque la sua anima e ad attento osservatore non ne puo’ sfuggire l’essenza che se dovessi racchiuderla in una frase direi “ La semplicità salvera’ il mondo” nelle sue creazioni l’esaltazione dellla materia prima, trattata con dovuto rispetto e mai sforzata e’ il primo fondamento i suoi piatti illudono i commensali per la loro chiarezza di poter essere replicati ma come in ogni laboratorio di magia(la sua cucina) lui conserva gelosamente i suoi piccoli segreti che rendono cosi unici i suoi piatti ed esprimono appieno una sicilianità importante , fondata sulle tradizioni legata ad un profumo che evoca lontani ricordi. Questo e’ cio’ che ho colto di lui del mio amico Chef Beppe Fontana che non ama descriversi.

Ribattezato, in cucina, “Nazi” dalla sua brigata ma con un grande cuore e dotato di straordinaria sensibilità.

Questo articolo l’ho voluto io e spero tanto che gli piaccia ma soprattutto che sortisca il mio vero fine , quello di spingerlo a raccogliere le sue esperienze e i suoi ricordi e attraverso questo possa raccontare la sua cucina in maniera non convenzionale e decisamente non scontata.

Buon lavoro Chef.

Beppe Fontana